C1P Water Filtration System

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Il suo funzionamento

Altre tecnologie (water filtration system C1P).
In commercio si trovano anche filtri definiti “di altre tipologie” testato anche dall’Istituto Superiore di Sanità Italiano che ne ha rilasciato l’autorizzazione perché conforme alla legge 236/88 – DL 31/02/01 – nel rispetto della direttiva CE 98/83 visto il regolamento del parlamento Europeo CEE N. 852/2004 -DM 25 del 07/02/12 emanata dal Ministero della Salute.
Il sistema è stato messo a punto dal team del professor Ogdgen di Los Angeles (USA), un sistema unico Mondiale di filtrazione dell’acqua da bere ad USO ALIMENTARE, tale sistema viene definito filopurizzazione.
Si tratta di una serie di processi di filtrazioni a livello molecolare definita come “macro, micro e ultra filtrazione” dotata di azione batteriostatica (trattenimento di eventuale presenza batteriologica patogena), azione battericida con un composto appositamente studiato in prodotti naturali che agiscono sul metabolismo dei vari batteri e ne causano la tempestiva estinzione per la mancata nutrizione.
Inoltre viene esplicata una azione di adsorbimento di svariate sostanze chimiche e di metalli pesanti.
(Ogni grammo del materiale filtrante ha un potere di adsorbimento fino ad oggi mai raggiunto pari all’area di un campo da football).
Un’altra azione importante sono le spinte catalitiche che servono a fissare contro le pareti di adsorbimento i prodotti chimici in modo tenace.
Mentre l’ultima filtrazione viene effettuata da una membrana semipermeabile con porosità a 0,7 micron, (misura necessaria per non trattenere i sali minerali con dimensioni inferiori), tale membrana inoltre svolge il compito di protezione da “fenomeni di cessioni” manifestate dai filtri a base di solo carbone attivo.

Vi proponiamo alcuni istituti Internazionali che hanno testato la validità dell’acqua prodotta dal water filtration system C1P:

Italia
– Università di Torino su richiesta della Procura di Alessandria con prelievo del campione tramite il Nucleo Anti Sofisticazione (NAS) di Torino;
– Università – Roma, Napoli;

Francia
– Istituto Pasteur (Lilla)

Germania
– Istituto D’Igiene dell’università di Gutemberg (Magonza)

Svizzera
– Laboratorio chimico della città di Zurigo
– Servizio Federale di Igiene Pubblica
– Instituto Bachema (Zurigo)

Belgio
– Istituto per le malattie tropicali P. Leopoldo (Anversa)

Olanda
– Istituto Controllo dell’alimentazione (Zeist)

Svezia
– Università di Goteborg

USA
– Università della Nord Carolina
– The Acquachem Company Inc. (Florida)

Giappone
– Istituto per L’Igiene dell’alimentazione (Tokio)

Sud Africa
– Istituto Sudafricano per le ricerche mediche (Johannesburg)
– South African Bureau of Standards (Pretoria)

Filippine
– Ministero della Sanità (Manila)

Australia
– Istituto Scienze Mediche (Adelaide)

In Italia le USL lo hanno testato in molte occasioni.
In conformità del DM 25/12 si dichiara quanto segue:
La tecnologia  C1P adatta alla riduzione di prodotti indesiderati presenti nelle acque “POTABILI” è in grado di trattenere al’interno in modo tenace e senza pericolo di rilascio (fenomeni di cessioni) le sostanze filtrate.

Esempio:
Batteri patogeni, virus epatite, ecc.
Fango, sabbia, ruggine, fenoli, cloro, idrocarburi, particelle radioattive, petrolio, olio, etc.
Erbicidi, pesticidi, diserbanti, etc..

LA SCIENZA AL SERVIZIO DELL’UMANITA’